
E’ iniziato mercoledì 1 Aprile, lo sterminio dei randagi nel comune di Gioia del Colle. Lunedì 20, i casi accertati di avvelenamento ammontavano a dieci, senza contare le segnalazioni non verificate.
Un cane di quartiere, agonizzante, poi deceduto, è stato ritrovato proprio il primo aprile, nei pressi di Via della Pace. Nei giorni successivi tre carcasse di cani, giacevano nel parcheggio della Coop. Tra il 12 e il 14 aprile, due cani morti sono stati ritrovati in Via Giovanni XXIII, nelle immediate vicinanze della ASL Veterinaria. Mercoledì 15 aprile, sono stati rinvenuti due cani moribondi, uno in Via Masaniello, in seguito deceduto e l’altro, una cagna gravida, soccorsa da privati cittadini, (vista la perenne latitanza del medico della ASL veterinaria e dei vigili urbani), a breve distanza dalla posta centrale.
Ancora, nei giorni successivi, due cani morti, un maschio e una femmina che aveva da poco dato alla luce dei cuccioli, giacevano nelle vicinanze della Spes.
Dei dieci animali citati, solo due risultavano sterilizzati e microchippati ad opera della ASL ( su sollecitazione dei volontari), tutti gli altri erano privi del chip di riconoscimento previsto dalla legge, alcune femmine erano in calore, una in stato di gravidanza, mentre un’altra aveva da poco partorito. Da questo si evince come mai nei registri della ASL veterinaria, risultino appena quattro cani deceduti, ci si chiede quindi, come e dove siano state smaltite le altre carcasse!!! Quanto poi al tanto decantato piano di sterilizzazione, i fatti parlano da soli e forti dubbi emergono in merito alla sua reale funzionalità.
In realtà i randagi sterilizzati e anagrafati da ottobre ad oggi, sono circa quindici e non certo ottanta, come dichiarato dal dott. Radicci qualche mese addietro, sulla Gazzetta del Mezzogiorno.